Ottimizzare (e rianimare) una campagna AdWords, raddoppiando i contatti con il 2.967% di ROI… in due mesi!6 min read

Ottimizzare (e rianimare) una campagna AdWords, raddoppiando i contatti con il 2.967% di ROI… in due mesi!6 min read

Quelli che cerco di fare con miei articoli è sempre scrivere qualcosa di concreto, pratico.

Quindi difficilmente troverete teorie, tendenze di mercato, articoli motivazionali che servono tanto a riempirsi la bocca ma poi, in concreto, non danno alcun spunto su come ottenere RISULTATI in modo pratico.

In quest’ottica, con l’articolo di oggi voglio descriverti un caso studio: una rianimazione di una campagna Google AdWords (da qui spiegata l’immagine che ho scelto per l’articolo, ti stavi chiedendo il perché di quell’immagine, vero?).

Ok, ora che hai riguardato l’immagine proseguiamo.

Si tratta di una campagna AdWords che sto seguendo da qualche settimana per un mio cliente, è che con qualche modifica e “addrizzata” (leggi: ottimizzazione) sta già producendo risultati incredibili.

Sta portando il doppio dei contatti. Dopo un solo mese.


Contesto


Il cliente opera nel settore della telefonia, quindi un mercato abbastanza competitivo.

Inoltre, si rivolge ad un target di professionisti, quindi B2B.

Da qualche mese l’azienda era seguita da un altro professionista, il 17 aprile ho iniziato a seguire io le loro campagne AdWords ed ottimizzando alcuni elementi delle campagne stesse si può già notare un grosso incremento dei contatti ricevuti, e quindi del fatturato, e quindi del ritorno sull’investimento.

Fantastico, no?

Infatti, per utilizzare in maniera profittevole Google AdWords per un business non basta configurare bene le campagne all’inizio ma, soprattutto, sapere come ottimizzare una campagna AdWords, essendo in grado di scovare le lacune (e quindi dove stai BRUCIANDO i tuoi soldi inutilmente) , “mettere un cerotto” e trasformare queste lacune in informazioni, che ti permettono di raddrizzare le campagne e renderle profittevoli.


Come ottimizzare una campagna AdWords


Questi in sintesi sono alcuni elementi oggetto dell’ottimizzazione:

1) Conversioni
2) Annunci
3) Punteggio di qualità
4) Parole chiave 
5) Dispositivo

Una delle prime lacune che ho notato è stata la mancanza di tracciamento delle Conversioni (ne parlo in modo più dettagliato più avanti nell’articolo).

Infatti, le conversioni venivano tracciate solamente tramite un file excel compilato da chi riceveva le telefonate o le email dei contatti (per questo posso comunque affermare il raddoppio dei contatti ricevuti).
Quindi, nel seguente grafico posso mostrarvi l’inversione di tendenza (in positivo) che hanno avuto le campagne solamente tramite le metriche del CTR (percentuale di click sulle visualizzazioni) e del CPC (costo per ogni click ricevuto). I due puntini evidenziati indicano il giorno in cui ho iniziato l’ottimizzazione dell’account AdWOrds:

Immagine 1. Dati delle campagne relativi a CTR (linea blu) e CPC (linea arancione)

 

Come vedi, le linee di CTR e CPC si sono scambiate. Il CTR è aumentato passanda da circa un 5% ad un 17%, mentre il CPC è diminuito passando da circa 0,70/0,80€ a 0,30/0,40€.

1) Conversioni

Solitamente non faccio partire una campagna AdWords se prima non ho impostato correttamente tutti i codici di tracciamento. In primis il codice di monitoraggio delle Conversioni, ovviamente.

In questo caso, come detto, le conversioni venivano tracciate solamente in un file excel esterno ad AdWords.

Qual è il problema principale? Che in questo modo non è possibile capire quali sono gli elementi delle campagne (Gruppi di annunci / Keywords / Annunci / Posizione geografica / Dispositivo) che stanno portando conversioni.

Questo è un bel problema, se si vuole ottimizzare e ridurre al minimo lo spreco di budget.

Quindi, prima di tutto, ho implementato il tracciamento delle conversioni.

2) Annunci

L’account aveva ancora, per quasi tutti i gruppi di annunci, i vecchi annunci (quelli non espansi, per intenderci).

Mi sono adoperato quindi a creare nuovi annunci di testo espansi per ogni gruppo di annunci, creando 3 variabili per testare differenti copy, di cui uno con testo dinamico: {KeyWord:Query digitata dall’utente}.

Non sai cosa sono gli annunci con testo dinamico? Ti invito a leggere la guida ufficiale di Google, spesso (ma non sempre) sono un ottimo modo per aumentare il CTR: https://support.google.com/adwords/answer/6188466?hl=it

3) Punteggio di Qualità

Ho controllato il punteggio di qualità di tutte le parole chiave. Per le parole chiave con un punteggio di qualità pari o inferiore a 3, ho creato un gruppo di annunci specifico, in modo da creare degli annunci più pertinenti con la parola chiave stessa (non potendo cambiare la landing page, questo è un ottimo modo per migliorare il punteggio di qualità).

Se non lo sapessi, il punteggio di qualità è una metrica importantissima da monitorare in quanto più è alto e meno pagherai per un click, per fartela breve.

4) Parole Chiave

Dopo qualche giorno ho analizzato il rendimento delle parole chiave. In particolare, ho analizzato quali parole chiave stavano portando conversioni e quali no (in base ai dati storici sulle conversioni e ai dati dei primi giorni dopo che ho preinstallato il codice di monitoraggio).

Ho quindi messo in pausa le parole chiave meno profittevoli, le quali mi stavano facendo sprecare un mucchio di budget!

Ho poi scovato le keywords che invece stavano generando contatti a un costo contenuto. In base a diversi fattori, ho visto se valeva la pena aumentare l’offerta per queste oppure no.

5) Dispositivo

Un’altra ottimizzazione che ho fatto è stata quella di controllare da quali dispositivi arrivavano le conversioni a minor prezzo, e modificare le offerte per dispositivo di conseguenza.


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Risultati dell’Ottimizzazione della Campagna AdWords

Come hai visto nell’immagine 1, già dopo i primissimi giorni dall’ottimizzazione i risultati si sono visti. In particolare, l’aumento del CTR e la conseguente diminuzione del CPC ha fatto si che con lo stesso budget a disposizione il cliente ottenesse il doppio dei click alla landing page dell’offerta.

E scusa se è poco!

L’obiezione che potresti fare è: “si, ok, i click sono aumentati e il costo per ogni click è diminuito, ma di che qualità sono questi click? E’ facile diminuire il costo se poi questi click sono di scarsa qualità!”.

E’ proprio qui che viene il bello.

Per decretare se una campagna ha successo o meno, se le performance sono migliorate o meno, c’è solo una cosa che conta: il ROI. Cioè il denaro che torna in tasca al mio cliente, in proporzione a quanto ha investito.

Bene. Da queste campagne, nel mese di maggio, il mio cliente ha ottenuto PIU’ DEL DOPPIO dei contatti. Con lo stesso budget.

Per la precisione a maggio sono arrivati 58 contatti, contro i 23 di aprile. E contro i 42 di marzo e aprile insieme.

E nei mesi successivi il numero di contatti è quasi raddoppiato: 85 a giugno, ben 100 a luglio.

Di questi freddi numeri però ce ne facciamo poco, sarebbero solo delle “vanity metrics” se non si traducessero in SOLDI o, per meglio dire in ROI.

Non basta infatti generare contatti di potenziali clienti, ma la cosa più importante è che questi contatti siano estremamente in target e pronti ad acquistare.

Ed ecco che arriva il bello.

Dopo aver contattato tutti i potenziali clienti arrivati dalla campagna AdWords, il ROI del cliente è letteralmente schizzato. Ecco la tabella del mio report, che comprende Mese, Numero di lead, CPL (Costo per ogni lead), RPL (Ricavo per ogni lead) – dati che comunque ho oscurato per privacy, anche se non ho mai fatto il nome del cliente – e ROI (Ritorno sull’investimento):

Come si può vedere, non sono aumentati i valori quantitativi (numero di lead) ma anche e soprattutto i valori qualitativi (ROI). Il ROI di Luglio è 9 volte il ROI di Marzo.

Ho scritto questo articolo perché questi consigli potrebbero essere utili anche per te, per migliorare le performance delle tue campagne Google AdWords e renderle più profittevoli.

Hai qualcosa da suggerire o un riscontro da darmi in merito? Mi farebbe piacere leggere un tuo commento qui sotto 🙂


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